
I semi di Anice possono essere considerati validi regolatori dei processi digestivi ed efficaci carminativi. L’azione eccitante dell’Anice verde sulla peristalsi, nei casi di atonia intestinale, e la contemporanea azione antispastica, ne giustificano l’impiego terapeutico nella dispepsia, negli spasmi gastrointestinali e nel meteorismo.
Costituenti principali: dall’1,5 al 5% di olio essenziale: E-anetolo (90-95%), estragolo (1-2%), terpeni, sesquiterpeni, grassi (15-20%) e cumarine, flavonoidi.
Attività principali: azione antispasmodica; balsamica e secretolitica.
Impiego terapeutico: dispepsia, spasmi gastrointestinali, meteorismo; catarri vie aeree.
Le preparazioni a base di anice, dal sapore gradevole, contribuiscono a migliorare i processi digestivi aumentando la secrezione salivare e gastrica.
Le proprietà antispasmodiche si evidenziano con dosaggi sufficientemente elevati; tale azione è accompagnata da proprietà antisettiche che contribuiscono a inibire il formarsi di processi fermentativi a livello gastrointestinale (aerofagia e flatulenza).
II miglioramento delle funzioni digestive, unitamente all’azione antispasmodica, si traduce in uno stato di benessere (assenza di sonnolenza postprandiale, migliorata assimilazione dei principi nutritivi ecc.) rende l’uso di preparati a base di Anice raccomandato per combattere l’astenia accompagnata da cefalea e affaticamento cerebrale.
Le proprietà carminative dell’Anice sono meno potenti di quelle del Cumino e del Finocchio. La medicina popolare utilizza i semi di Anice in tisane galattagoghe che stimolano la portata lattea. Tali tisane danno al latte materno un sapore gradevole ed esercitano un’azione sedativa-antispamodica anche nel lattante.
Dato che l’olio essenziale viene escreto parzialmente dai polmoni e che pertanto favorisce la secrezione bronchiale, i semi di Anice vengono aggiunti spesso alle tisane pettorali. Secondo Ledere possono essere impiegati con buoni risultati nelle forme pertussoidi e nell’asma.
A conferma di ciò è stato recentemente dimostrato che la somministrazione nell’animale da laboratorio di estratti di Anice produce effetti broncodilatatori che sembrano essere dovuti a un’attività antagonista nei confronti dei recettori muscarinici.
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