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La betulla che combatte la cellulite e la ritenzione idrica

La foglia della pianta di possiede proprietà diaforetiche e diuretiche oltre a saponine e soprattutto glucosidi flavonici e per questo favoriscono la diuresi che si ottiene è caratterizzata da un’aumentata escrezione di acqua e, sembra, non di sali, per questo motivo potrebbe essere impiegata negli edemi di origine cardio-renale.

Costituenti principali della
Foglia: flavonoidi (contenuto minimo: 1,5%): iperoside (2-3%), olio essenziale (1%): ossidi sesquiterpenici, tannini (leucoantocianidine), vitamina C (0,5% nelle foglie fresche), acido clorogenico e caffeico; resine, alcoli triterpenici (derivati del lupano: lupeolo, betulinolo, acido betulìnìco, e del dammarano), saponine
Corteccia: triterpeni e loro saponine: 10-14% betulina (canfora di ), tannini.

Attività principali della : diuretica e depurativa.
Impiego terapeutico della : litiasi renale, renella; disturbi reumatici, gotta; cellulite.

Il beneficio preponderante di questa pianta è la sua capacità d’innalzare il colesterolo buono (HDL). Ma nelle tisane ed infusi viene impiegata, insieme a pilosella ed al tarassaco, per il suo forte potere diuretico. Quindi senz’altro ottima una tisana contenente per chi soffre di gambe gonfie e pesanti e di ritenzione idrica, in quanto essa permette l’espulsione di liquidi in eccesso, agendo a livello renale sullo scambio sodio-potassio.

La è ottima anche per chi soffre di cellulite, di acne, foruncolosi ed eccessiva secrezione di sebo. Questa pianta come fin’ora accennato, viene utilizzata sia sottoforma di tisana che in tintura (per uso esterno). Nel trattamento dell’iperuricemia può essere considerata, infatti, rimedio di prima scelta, in quanto la sua assunzione regolare per due-tre mesi ne permette la riduzione del 20-30%: si riesce così ad ottenere una diminuzione del rischio non solo vascolare, ma anche articolare, sempre presente nell’iperuricemia.

Per l’aumentata attività diuretica che determina, può essere utilizzata infine nel trattamento della litiasi urinaria. Viene segnalato l’uso topico nell’afte e l’uso topico e generale nella calvizie precoce. Un aiuto significativo nella depurazione dell’organismo è l’estratto di , che esplica un effetto disintossicante e diuretico, riducendo così la ritenzione idrica. Inoltre agisce come disinfettante delle vie urinarie e stimola il metabolismo, accelerandolo e riducendo l’accumulo di grassi.

La grande indicazione della linfa di è comunque quella riguardante il trattamento della cellulite ove riduce nettamente l’impastamento e la componente algica oltre a contrastare, grazie all’aumento della diuresi, la ritenzione idrica quasi sempre presente. Per queste sue peculiarità e per l’attività ipocolesterolemizzante che la caratterizza, rientra negli schemi terapeutici del trattamento del sovrappeso.

Tossicità ed effetti secondari della (controindicazioni)

La letteratura non segnala effetti secondari e tossici alle dosi terapeutiche, a meno che non vi sia una particolare sensibilità individuale. L’estratto della monografia della Commissione E (1986) segnala di non utilizzare la pianta in presenza di edemi causati da insufficienza cardiaca e /o renale. Esiste una segnalazione che le foglie di possono causare dermatite da contatto. Si consiglia vigilanza in caso di assunzione contemporanea di farmaci antiaggreganti piastrinici e anticoagulanti. Come per tutte le piante ad azione diuretica, prestare attenzione alla contemporanea assunzione di farmaci diuretici (possibile sommazione d’effetto).

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